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Più arruginito che mai torno alla ribaltà nella mia finestra sul mondo parallelo che è internet... Primo post dell'anno per me e dopo un consistente stop di svariati mesi, che per elevato contenuto di dettagli non racconto, mi ricollegherei immediatamente al titolo dello scritto odierno. Attraverso un'altra citazione musicale, stavolta in onore dei LemonJelly, oggi tratterei l'importanza dei contesti nella vita di ogni individuo. Mi sono concentrato in questi ultimi giorni sul fatto che ogni persona per poter godere del proprio equilibrio necessiti di una serie di elementi, tra questi: scenario,compagnia o solitudine e altre più piccole variabili del sistema... In maniera più concisa, abbiamo bisogno del nostro spazio in tutte le sue forme e sfumature. Tutto molto facile fino a qua, molto semplice da dirsi, da scrivere e da comunicarsi; ma da applicare? Sfido chiunque viva in un nucleo di persone (famiglia etc...) ad affermare di avere la totale possibilità di ritagliarsi il proprio momento di intimità, non solo fisica ma anche mentale e quando più preferisce.
A mio parere infatti, a meno che non si viva in solitario, difficilmente si raggiunge il proprio"clima" ideale, proprio perchè tutte le componenti del clima stesso sono uniche per ognuno di noi e mai coincideranno del tutto con il piacere delle altre persone, neanche con chi condividiamo i momenti più intensi e spensierati delle nostre giornate.
Ci sono cose che è giusto vivere in totale soggettività senza per questo dover essere introversi, gelosi e/o avari dei propri effetti: concreti o astratti che siano. Per tanto, qual'ora ti interessasse avere il tuo "nice weather for ducks", secondo me dovrai essere "metereologo" del tuo stesso contesto: Buona previsione...p.s. all the ducks are swimming in the water...falderalderaldo!
E' il tuo giorno, è il giorno della tua nascita; per la prima volta fai capolino in una nuova dimensione, il tuo pianto risuona tutt'intorno come fosse un gong per attirare l'attenzione dei presenti, qualcuno nei dintorni, in puro stile "ring announcer" ti presenta rendendo noti: il tuo nome, altezza e peso; manca solo la tua "theme song" ma è solo questione di tempo e spinto dai tuoi gusti del momento la troverai. Per i primi anni di vita muoverai i tuoi piccoli passi seguito dai tuoi genitori che impersonificheranno la figura del "trainer" e ti prepareranno alle prime esperienze intervallate da qualche infortunio che non smette mai di palesarsi.Poi arriva il momento di intraprendere la strada negli ambienti in cui ci si deve iniziare a confrontare coi propri simili, come i lottatori quando fanno il loro ingresso nelle così dette "indy" o federazioni satellite. In tutta calma cominci a costruire a delineare quelli che sono i lati del tuo carattere, definendo quella che in gergo è chiamata "gimmick", definibile ai profani come una parte che in puro stile goldoniano si interpreta. Il tuo approccio alla musica ti darà, come accennato all'inizio, la possibilita di scegliere una canzone che in qualche modo ti definisca e ti presenti alle masse già prima che tu faccia la tua comparsa.Caratterizzerai la tua vita in base ai comportamenti e le azioni che commetterai, a volte positive e a volte negative, alternando tra "face"(buono) e "heel"(cattivo) quella che è la tua figura.Proseguendo...imparerai a gestire diverse situazioni e svariate personalità che regolarmente si porranno sul tuo cammino, affinando come fosse un parco mosse, le tue capacità di difesa, sopratutto mentale.Ti ritroverai costretto a intraprendere diversi "feud"(faide) con le persone alle quali ti contrapporrai: sconosciuti e familiari compresi. Avrai anche la fortuna di poterti innamorare, e di stringere rapporti di forte amicizia attraverso la costruzione di un gruppo, definita sul ring come "stable"(squadra).Non contento, ti ritroverai a dover prendere decisioni importanti che spesso prevedono lo scontro con qualcuno, generando un chiarimento come una resa dei conti, proprio come nello sport entertaiment avviene nei PPV(PayPerView).Godrai delle tue conquiste, delle tue "champ's belt" (cinture da campione) morali e non, dovrai fare conto anche con quelle che sono le sconfitte e le perdite dei propri allori sperarati o conquistati in precedenza.Inizierai poi un lento declino che ti vedrà come nella naturà dei processi evolutivi, interpreatare tutto al più il ruolo di "trainer", in particolare quando diventi genitore o comunque nel momento in cui vuoi impegnarti con una o più persone coi quali vorrai un rapporto di reciproca stima.Tutto ha un inizio e tutto ha una fine: la tua carriera si conclude con l'abbandono della vita terrena proprio come quando una superstar saluta i propri fans e i riflettori sapendo che probabilmente tornerà da loro solo attraverso piacevoli ricordi.Il tanto bistrattato wrestling per le proprie modalità di svolgimento è vicino alle nostre vite più di quanto non si pensi, riflettete prima di denigrare per partito preso...p.s.the life of everyone si running wild!
Cosa vuol dire essere giganti per un giorno?I GentleGiant, gruppo capostipite della scena musicale progressive e psichedelica del Regno Unito, ci scrissero una canzone e imperniarono su questa particolare giornata, un intero album, destinato ad entrare successivamene tra i migliori sfornati dai fratelli Shulman & co. Dopo questa premessa degna del mensile "RollingStone", passerei piuttosto a cercare di capire cosa si possa descrivere delle 24 ore tipo di un gigante o meglio di chi vorrebbe essere gigante per un giorno.Ovviamente il tutto è da interpretare come uno dei più classici simbolismi del '900 e per tanto per essere capita e accettata, questa figura richiede un pò di fantasia, sforzo assai pesante per i più pragmatici che non sanno evadere con la forza del pensiero. Essere giganti per un giorno, sarebbe un modo piacevole per ogni persona sulla faccia della Terra, per evadere da quella che è l'estenuante daily routine che scandisce la nostra vita. Vestire le spoglie di questo immenso personaggio ci permetterebbe di poter ridurre il rapporto conoscenza-tempo, che il più delle volte risulta troppo dispersivo per soddisfare la nostra fame di sapere, che per tanto ci vede abbandonare quelle potenziali figure di esploratori che in fondo ci darebbero molto più svago e sicurezza in noi stessi. Spesso accade però, che la figura del mastodontico individuo, si traduca in fortuna e che ce la si trovi cucita addosso senza neanche essersene accorti, vedi il 9 luglio 2006 a Berlino, per ogni italiano degno di tale cittadinanza. Questi miei vaneggi vengono ispirati dalle spettacolari e avvolgenti sonorità del gruppo sovracitato, che mi permettono di esplicare ancora a notte fonda diversi miei pensieri, sta volta in maniera decisamente più astratta e caratterizzata dalle analogie tanto affascinanti che lo stile "maledetto" impone. Il post che mi accingo a concludere, quando alle 3.30 le mie dita gelate dai primi freddi autunnali richiedono calore, penso che per oggi serva a dare libero sfogo alla mia fantasia e per nutrire questo blog che ormai con passione ho fatto mio parco-esperienza di potenziale scrittore.p.s. 5) make the holes in the eyes of the mask, 'cause you must see when you'll return to the real life...
Un'altra estate è ormai agli archivi e gli impegni autunnali già bussano alla porta attendendo che il senso di responsabilità venga presto ad aprire.Ultimo giro ed ultima corsa quella che mi tocca intraprendere quest'anno; finalmente si può mettere la parola fine ad un capitolo lungo ben un lustro, capitolo della mia vita sul quale c'è scritto tanto, righe spesso difficili da decifrare, capitolo dove si possono"vedere" una serie di momenti tristi alternarsi a periodi sereni, capitolo sul quale si possono notare esperienze intrecciarsi a delusioni creando un elemento unico e a se stante, capitolo nel quale "leggere" ringraziamenti e distacchi nei confronti di persone, tutti riportati nelle pagine mai scritte di questa mia opera puerile che,arrivata forse al capolinea, attende solo la parola fine sul suo ultimo foglio, che tutto al più lascerà spazio solo ad uno scarno post scriptum.Con questo ridottissimo post mi auguro un canonico "in bocca al lupo", quando alle 4.50 di una domenica settembrina mi accorgo che dovrò fare i conti con un altro anno accademico, che piano piano, in puro stile littorina prende il via e che francamente non posso permettermi di perdere...biglietto obliterato? Allora Buon viaggio!p.s. Oh my what a LastRide!
Quando la scostanza diventa costanza, vuol dire che il sottoscritto è rinato dalle proprie ceneri multimediali per poter calcare nuovamente le scene "blogghiane" forzatamente abbandonate ben 1 mese e 20 giorni addietro per motivi lavorativi .Ed è così che col ritardo che mi contraddistingue mi rimpossesso di tutti gli strumenti di comunicazione a me disponibili per esternare ancora una volta impressioni ed esperienze fatte nel periodo di silenzio.Proseguendo...penso che ancora una volta il vecchio e sano metodo del report serva a raccontare meglio quelle che sono state le mie giornate in quel di CalaDiVolpe e d'intorni e per tanto...Domenica 1°luglio : h 9.oo, primo giorno di lavoro nell'albergo più idolatrato della CostaSmeralda per l'aspirante cuoco che inizia a fare la conoscenza del posto e dei cosi detti "operatori del settore"venendo immediatamente a contatto col mitico capo partita Otmar,per gli amici Otto(o come preferisce lui "8"), che mi inizia alla conoscenza e alla lavorazione di ogni tipologia di carne presente sulla faccia della Terra, escluso il bandicoot penso...Domenica 8luglio : su ordine dell' Executive Chef, vengo spostato nell'elite della cucina: la pasticceria nella quale vengo presto accolto dal 1°Chef Patissier Vallana che una volta ribattezzatomi "Delfino",con il costante aiuto della solare seconda pasticcera Paola, mi plasma a sua immagine e somiglianza,lavorativamente parlando, per poi volermi al suo fianco fino alla fine del mio contratto, facendomi apprezzare e insegnandomi quella che è la vera arte della pasticceria fin all'ora bistrattata dal vostro aficionado.Le giornate scorsero fra feste, banchetti e vizi vari che la clientela a dir poco esigente del Cala pretese.
15agosto: il sottoscritto può meritatamente riprendere contatto con la tanto amata "vita del beato porco" fatta essenzialmente di vacanze e bagordi in quel di GolfoAranci, in compagnia di mio padre e dell'immancabile "Carleddu" prima, e del gruppo di altri amici storici poi.23agosto: casa dolce casa...finalmente metto piede nella città e nella casa natale dopo un stancante assaggio di stagione lavorativa, accolto dalle braccia materne che come sempre riportano quell'omeostasi interna che permette di continuare il proprio cammino,più o meno arduo, in quella che è la vita di tutti i giorni.25agosto: all'alba delle 3.45 mi ritrovo a scrivere le mie solite righe conclusive del mio blog mentre già mi accingo a preparare la partenza che mi porterà per il quinto anno consecutivo a Verbania per cercare di terminare quella che forse è giusto ritenere una delle mie prime imprese puerili.p.s.leave like man and return like dolphin...possible?!At Cala,impossible is nothing!
Ebbene a distanza di ben 1 mese e 12 giorni dall'ultimo post,ritorno sul mio spazio tutto multimediale e tenendo conto di aver abituato i lettori(ammesso che ne abbia) alla mia scostanza nell'aggiornare il blog, passo subito al racconto di questi primi sette giorni in un giugno soleggiato, scanditi da un ritorno a casa appena turbolento, caratterizzato dalla probabile bocciatura e dalle prime vissicitudini con i miei futuri datori di lavoro. Mentre mi preparo spiritualmente ed emotivamente all'approccio lavorativo con l'HotelCalaDiVolpe, riesco a trovare gratis et amore Dei le distrazioni più amate firmate Sassari : amici e rientro in servizio del famoso "Pilonaire", locale ormai rinomato nell'underground cittadino per via delle aperture a dir poco sporadiche in pieno stile "CittàdiAnagoor", in grado di essere comunque dispensatore di svago e di esperienze di vario genere per quella che è la ristretta cerchia dei frequentanti. Ed è così che venerdì alle h.23.oo, per volere del patron Pilo e grazie alle abilità di pierraggio e organizzazione di Massimo Fiorillo, il locale principe delle tenute di Gioscari fa la sua riapertura estiva e con DjTurkish alla consolle e l'arrivo delle special guest della serata, tra i quali: Saverio"TheGorgeous"Lorenzo,Carlo"Rated_R_Superstar"Delogu e Alberto"TheArtOfShredding"Scarcella si può dare fuoco alle polveri. Dopo una prima atmosfera al quanto incerta, la musica imposta non delude le aspettative e tra fiumiciattoli di vodka-redbull la serata comincia a prendere la piega giusta facendo annotare sui bollettini di guerra le prime vittime della serata, su tutti tale Daniele P. che a pochi giorni dall'esame di maturità, sprezzante del pericolo, si concede una proverbiale "mina"dalla quale solo alle 5.oo del mattino, con gli ortodossi metodi del sottoscritto, riuscirà a riportare su canoni ben più accettabili.Con il passare della notte i registri delle vittime da alcool si rinforzano della presenza di una special guest: Alberto Scarcella, che si ritrova letteralmente seduto su una sedia a rotelle in preda a qualche crisi non meglio definita ma denominata negli ambienti come "SindromeAuiff".Altri pericoli invece vanno a destabilizzare l'ordine generale colpendo un altro ospite speciale: Saverio Lorenzo, per lui si parla di probabili contaminazioni, ma per il momento il caso è stato archiviato come segreto di stato.Intorno alle 3.45 con l'arrivo di un pachidermico figuro, coadiuvato dalle omozigoti più disinibite della Nurra,il Pilonaire da sfoggio di grandi capacità da locale multifunzionale trasformandosi in una raccapricciante discoteca pervert. Solo alle 5.15 il Pilonaire, cavalcando l'onda dello stile multifunctional chiude i battenti da discoteca per trasformarsi nell'albergo più attrezzato della città di Sassari suggellando così la vivace nottata pocanzi raccontata.Le giornate a venire come è giusto che sia saranno improntate sulla ripresa degli animi e sulle canoniche riflessioni personali.p.s.Rock(ed)TheCasbah!!!Rock(ed)TheCasbah!!!
10 maggio '07, h 24.oo e i Mercy Drive nel mio lettore winamp cantano il titolo del post che mi accingo a scrivere.Stanotte tratto quello che è il proprio diritto a non essere giudicati da chi non ne ha le veci. Il personalissimo diritto a commettere le proprie azioni tra errori e scelte apprezzabili senza poi doversi ritrovare al cospetto di qualcuno che veste una toga morale(o meglio immorale) che non meriterebbe minimamente e che per di più ha scelto di indossare senza consultare l'imputato del momento. Questo articolo di oggi è rivolto sopratutto ad una persona interessante, che da settembre circa ho deciso di osservare, una persona che per via delle proprie azioni, nate di sicuro da un mal essere o da una ricerca di un qualcosa che forse non è ancora riuscita a focalizzare, è spesso vittima di pesanti critiche e giudizi dai quali non sempre riesce a schermarsi. Penso fermamente che tutti abbiano il diritto di formulare una propria serie di opinioni ma che è importante rimangano tali, cioè che non travalichino quella linea sottile che divide e differenzia il concetto di riflessione dal concetto di giudizio. In sintesi questo breve scritto, nel quale ho riassunto diversi miei pensieri, composto forse con scarsa concentrazione e lucidità, è stato ideato come uno sfogo rapido e privo di effettiva morale che punta principalmente a colpire nel modo più stimolante possibile l'attenzione del lettore, in particolare uno, di modo che capisca che da parte mia anche se ben nascosto c'è solo un profondo supporto...p.s.Now it's time to shine!And I'm gonna take what's mine!